giovedì 3 settembre 2020

Vetta Yacth Incabloc Automatic

Febbraio 2020, solito mercatino, trovo su un banchetto questo Vetta Automatico che desta la mia curiosità a causa dell'insolito quadrante o perlomeno insolita scala che reca.
Sinceramente non ho idea quale scopo abbia, assomigliando a qualcosa che ha a che fare con le regate, ho deciso di denominarlo "Yachtc".
Le condizioni erano buone nonostante la sporcizia, sfortunatamente il vetro in plexiglass aveva una profonda intaccatura, per il resto funzionava.
A casa l'ho completamente smontato e dopo averlo ripulito e lucidato leggermente la cassa ripristinando la satinatura circolare sulla carrure mi sono messo a cercare un vetro che sostituisse quello malandato.
Ho cercato e cercato ma un plexiglass così alto e sporgente non l'ho trovato, figuriamoci se avevo pure la fortuna di trovarlo con la lente per il datario.
Così dato l'altissimo spessore decido di recuperarlo al tornio, avrò limato perlomeno 1 mm e mezzo ma alla fine è venuto perfetto e ancora decisamente sporgente dalla lunetta mantenendo il suo curioso aspetto.
La lunetta è girevole bidirezionale, l'inserto perfetto così come il particolare quadrante di colore grigio scuro, dovrò solo riluminare la lancetta delle ore con una pasta luminosa invecchiata che al momento non ho, un lavoretto da fare prossimamente.
Il bracciale presente al momento dell'acquisto l'ho lasciato dopo pulizia e lucidatura, non è sicuramente il suo originale ma trovo che doni a questo Vetta un buon equilibrio estetico.

All'interno del fondello ho trovato una incisione di revisione nel 1972, di conseguenza calcolando aprossimativamente cinque anni ne deduco che sia stato prodotto tra il 1965 e il 1967.

Per saperne di più: ChronoStoria Vetta



La cassa è completamente in acciaio di forma galbè.
Il fondello  è chiuso a vite con generoso OR.

Dimensioni:
Larghezza esclusa corona di carica  36    mm
Altezza alle anse                              40    mm
Spessore                                         11,8 mm
Anse                                                18   mm

Il movimento è un ETA 2622 automatico, 25 rubini, ha una frequenza di 21.600 A/h, cambio della data ruotando le lancette tra le ore 20 e le 24, infine una riserva di carica di circa 42 ore (in posizione ferma).
La serie di questi movimenti è stata prodotta a a prtire dal 1963.

mercoledì 2 settembre 2020

Vulcain S

Con il Vulcain S termino la presentazione del trittico acquistato nel Gennaio 2020.
E il mio primo orologio di questa prestigiosa casa che ha prodotto soprattutto splendidi "svegliarini", i famosi Cricket.
Si aggiunge alla mia collezione come non restaurato, infatti anche in questo caso non ho risistemato la placcatura che è in uno stato generale decente e che dona una aria vissuta a questo raro Vulcain.
Quando lo acquistai il movimento funzionava un po si e un po no a seconda di come gli pareva, così lo feci revisionare da un maestro orologiaio.
Cinturino nero stile vintage completano l'opera.

Posiziono questo Vulcain negli anni successivi al 1965, probabilmente prima del 1970.



La cassa è placcata in oro di forma tonda.
Il fondello in acciaio è chiuso a vite con guarnizione..

Dimensioni:
Diametro esclusa corona di carica  34,3 mm
Altezza con le anse                         41,9 mm
Spessore                                         9,2 mm
Anse                                              18 mm

Il movimento è un FHF 96 rivisto dalla stessa Vulcain, carica manuale, 17 rubini, frequenza di 18.000 A/h e una riserva di carica di circa 48 ore.

Kalos 19 Rubis Antimagnetic

Il secondo orologio del trittico anni 60 è questo Kalos con cassa placcata oro.
Le sue condizioni erano decisamente inferiori all'Enicar presentato prima, sia di cassa che è leggermente sfogliata che per via del movimento con asse del bilanciere rotto.
Dovendo mandare al mio amico orologiaio alcuni pezzi di pregio leggermente superiore, aggiunsi anche il Kalos e il Vulcain per una revisione totale e sostituzione dei vari particolari rotti.
Al suo ritorno decisi di non restaurare la cassa e fa di questo orologio uno dei pochi in stato completamente originale e ci montai un bel cinturino decisamente stile vintage.
Seppur sia un orologio economico, nonostante un pregevole movimento ETA 1120, ha un quadrante elaborato con indici su rehaut separato e lavorazione radiale esternamente che lo rende molto accattivante.

Il Kalos è databile dal 1960 al 1965.

Per saperne di più: ChronoStoria Kalos

Riguardo al marchio, alla luce di migliori informazioni trovate nel frattempo, lo classificano nella produzione svizzera o della Hoga o della Alexander Jenny (non quella dei Caribbean).
Nella Chronostoria ho inserito l'altro mio Kalos e alcuni modelli con cassa Squale che andrebbero separati perchè con molta probabilità sono loro ad essere stati prodotti da una azienda di Pavia, in futuro farò una revisione della documentazione.



Cassa placcata oro, forma tonda e lunetta montata a pressione, vetro in plexiglass.
Fondello in acciaio con chiusura a pressione.

Dimensioni:
Diametro esclusa corona di carica 34,8 mm
Altezza con le anse                        41   mm
Spessore                                        9,9 mm
Anse                                             18   mm

Il movimento è un ETA 1120 a carica manuale ed è stato costruito a partire dal 1960 con 19 rubini.
E' un 12 linee con uno spessore di 3,5 mm, viaggia a 18.000 A/h con una riserva di carica dichiarata di 43 ore.

Enicar Ultrasonic Ref. 1000/36

Dopo aver pubblicato orologi acquistati negli anni precedenti arrivo ora al 2020.
Nel Gennaio di quest'anno, manco a dirlo al solito mercatino, mi porto a casa un trittico tutti dello stesso venditore, il quale nel corso degli anni è diventato anche un caro amico.
Inizio da uno splendido Enicar Ultrasonic, gli altri due che pubblicherò immediatamente dopo, sono un Kalos Antimagnetic e un raro Vulcain S, tutti e tre modelli degli anni 60 del secolo scorso.
Questo bellissimo Enicar era in condizioni eccellenti, aveva solo il plexiglass rotto che ho sostituito prontamente dopo aver ripulito un pochino la cassa negli interstizi, poca cosa realmente
Anche il movimento di manifattura Enicar, che impreziosisce questo modello, era bellissimo, pulito e perfettamente funzionante.
Il quadrante si può affermare come nuovo, e spicca per via della lunetta sottile e un grande vetro nonostante la cassa sia poco più di 35 mm.
L'effetto è di mostrare dimensioni decisamente più grandi di quello che realmente è, davvero fascinoso.
Stufo dei soliti abbinamenti con cinturini neri o marroni, ho optato per un semplice pelle blu e devo dire che è stata una scelta giusta.

Come accennato prima posizionerei questo Enicar intorno al 1960-1965.



La cassa è cromata di forma tonda.
Il fondello in acciaio chiuso a pressione e recante all'esterno la denominazione e la referenza.

Dimensioni:
Diametro esclusa corona di carica   35,2 mm
Altezza alle anse                             43,2 mm
Spessore                                          9,1 mm
Anse                                               18   mm

Il movimento è un Enicar 1292 a carica manuale ha 17 rubini e 18.000 A/h con 36 ore di riserva di carica.
E' stato prodotto a partire dal 1955.

martedì 1 settembre 2020

Oriental Skin-Diver 200mt

Poco dopo aver acquistato il Longines che ho pubblicato ieri, in un altro banchetto al mercatino mi imbatto in uno splendido diver, un Oriental Skin Diver 200 Mt.
Mi colpì innanzitutto il quadrante bianco, cosa rara, e secondariamente il vetro plexiglass fortissimamente bombato.
Chiesto il prezzo, pagato e intascato, una volta arrivato a casa ho fatto alcune ricerche scoprendo che è un pezzo davvero raro soprattutto nella versione bianca e con una quotazione abbastanza elevata.
Della Oriental si sa decisamente poco, legata alla Omega poteva essere forse un marchio destinato agli USA, poi una Oriental "Italiana" di proprietà di Binda, azienda proprietaria di Vetta e Breil come marchi molto conosciuti.
Per le caratteristiche costruttive sono propenso a credere che questo modello sia della Oriental "Italiana" ma sinceramente non lo posso sapere.
La cassa molto bella e semplicemente ripulita dallo sporco accumulatosi nel tempo, è completamente in acciaio, con inciso sul fondello la denominazione Skin Diver e la resistenza alla profondità misurata in 20 Atmosfere.
La lunetta girevole bidirezionale invece non è perfetta, leggermente vissuta ma molto leggibile, il vetro originale era decisamente "glassato" e ho dovuto sostituirlo con uno subacqueo fortemente bombato in modo da mantenere alla perfezione il design caratteristico di questo splendido orologio, l'ho comunque conservato da parte.
Il movimento al momento dell'acquisto era funzionante, ma in realtà si fermava spesso così l'ho fatto revisionare da un maestro orologiaio in quanto il Felsa 4007N automatico è un calibro abbastanza difficile e ho voluto evitare di fare danni nel revisionarmelo da solo, dopotutto un bel pezzo così merita anche qualche spesa in più.
Infine ho montato un bracciale in acciaio che donasse importanza a questo Oriental.

Dallo stile estetico e anche dal periodo di produzione del movimento colloco questo Skin Diver nei primi anni 60 del secolo scorso.



Cassa completamente in acciaio.
Fondello in acciaio chiuso a vite con guarnizione.

Dimensioni:
Diametro esclusa corona di carica    37,2 mm
Diametro lunetta                              38    mm
Altezza con le anse                          46,7 mm
Spessore                                         12,8 mm
Anse                                                19   mm

Il movimento, un Felsa 400N ha carica automatica con secondi centrali, 25 rubini, 18.000 A/h e riserva di carica di circa 43 ore in posizione di riposo.
Questo movimento è nato nel 1960.